DOLORI ARTICOLARI E TENSIONI MUSCOLARI

RISOLVERE L’INFIAMMAZIONE NATURALMENTE

Stati di tensione localizzati, dolori muscolari e contratture come, ad esempio, il torcicollo o il colpo della strega, mal di schiena, ma anche traumi quali distorsioni e contusioni, sono disturbi che possono presentarsi più volte nel corso della vita di ognuno. Queste problematiche sono accomunate dal dolore, uno dei sintomi con cui si manifesta l’nfiammazione.

Per trattare le problematiche infiammatorie spesso si ricorre all’uso di farmaci antifiammatori non steroidei (FANS), prodotti tra i più venduti nelle farmacie e a cui ci si affida talvolta senza valutarne gli effetti indesiderati e i rischi associati al loro uso. Quando questi farmaci vengono impiegati per lunghi periodi per trattare stati infiammatori cronicizzati o di lungo decorso (come artrite, cervicali, tendiniti o fibromialgia), il rischio di sviluppare effetti collaterali e altre problematiche, anche gravi, aumenta grandemente.

Per dare sollievo dalla sintomatologia dolorosa e, giorno dopo giorno, spegnere l’infiammazione la Natura viene in aiuto con funzionali vegetali i quali, sapientemente associati tra loro e basando la loro azione sulla sinergia, che nasce dall’unione di più fitocomplessi, garantiscono efficacia, sicurezza e assenza di effetti collaterali, anche nel caso di un uso prolungato.

In questo articolo daremo uno sguardo alla complessità del processo infiammatorio e comprenderemo la necessità di trattarlo in tutti i suoi aspetti per evitare le conseguenze e i rischi derivanti da trattamenti inadeguati.

DOLORE E INFIAMMAZIONE

Il dolore può coinvolgere diversi distretti corporei ed è uno dei sintomi con cui si manifesta il processo infiammatorio: serve a segnalare la presenza di un danno ai tessuti, costringendo il soggetto colpito a muovere meno la zona interessata e in questo modo consente all’infiammazione (processo di guarigione) di procedere correttamente. L’infiammazione è, infatti, un meccanismo di difesa che il nostro organismo mette in atto ogni volta che percepisce una situazione potenzialmente pericolosa. Danni fisici, traumi, processi infettivi, degenerativi e autoimmunitari a carico delle articolazioni scatenano una risposta infiammatoria. L’infiammazione ha lo scopo di riconoscere il potenziale pericolo, mettere in atto le azioni necessarie ad eliminarlo, predisporre le condizioni adatte a riparare i tessuti danneggiati e ripristinare l’equilibrio globale dell’organismo

Per essere efficace l’infiammazione deve essere limitata nello spazio e nel tempo: se questo non avviene, la risposta infiammatoria si amplifica eccessivamente, passando da acuta a cronica oppure da locale a sistemica.

IL PROCESSO INFIAMMATORIO: UN SISTEMA COMPLESSO CHE VA TRATTATO IN TUTTI I SUOI ASPETTI

Il processo infiammatorio si sviluppa attraverso complessi processi biochimici a cui partecipano in modo coordinato componenti molecolari e cellulari, strettamente interconnesse tra loro. Il  primo e più conosciuto componente  è l’acido arachidonico. A livello delle cellule questa sostanza viene processata da specifici enzimi, chiamati ciclossigenasi, per dare origine a moltissime molecole, alcune di queste direttamente coinvolte nell’infiammazione e responsabili della percezione del dolore oppure del gonfiore, condizione che normalmente si accompagna all’infiammazione. Altre molecole che derivano dall’acido arachidonico sono, invece, coinvolte in processi fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo, come ad esempio il mantenimento dell’integrità della mucosa gastrica, la corretta eliminazione dei liquidi e la giusta fluidità del sangue.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), quali ibuprofene, naprossene, ketoprofene, diclofenac, ecc, sono comunemente utilizzati nel trattamento delle infiammazioni: il loro meccanismo di azione si basa sull’inibizione delle ciclossigenasi per cui da un lato riducono il dolore, dall’altro portano con sé molti effetti collaterali, anche gravi, soprattutto a carico dell’apparato gastrointestinale come difficoltà digestive, bruciori allo stomaco, lesioni ai tessuti gastrici, e intestinali, ma anche perdita dell’equilibrio della flora microbica intestinale e conseguente alterazione del sistema immunitario. Altri effetti collaterali associati all’utilizzo dei FANS sono ritenzione dei liquidi, aumento della pressione sanguigna  nel tempo alterazioni della funzionalità cardiaca, epatica e renale. Purtroppo la facile reperibilità di questi farmaci aumenta molto il rischio di un loro abuso, che può derivare sia da un uso eccessivo sia da un uso troppo prolungato, aumentando il rischio di incorrere in effetti collaterali.

Va inoltre sottolineato che queste sostanze agiscono esclusivamente su un’unica componente del complesso processo antinfiammatorio, la cosiddetta via dell’acido arachidonico, e non considerano assolutamente gli altri processi biochimici e le molecole che partecipano alla risposta infiammatoria: il sistema del complemento e le specie reattive di ossigeno e azoto.

Il sistema del complemento è costituito da proteine che svolgono un ruolo importante sia nella risposta immunitaria sia nella progressione e nello spegnimento del processo infiammatorio. Se questa componente non viene adeguatamente indirizzata, non solo l’infiammazione non si esaurisce, ma il sistema immunitario si ritrova in uno stato di allerta costante e questo ne riduce l’efficacia, indebolendo l’organismo e aumentando il rischio di insorgenza di patologie di ogni tipo.

Un’altra componente fondamentale della risposta infiammatoria sono le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e azoto (RNS) Queste molecole sono coinvolte in tutte le fasi della risposta infiammatoria. Un eccesso di queste sostanze pone l’organismo in uno stato di stress ossidativo che non solo lo indebolisce, ma apre la strada alla cronicizzazione dell’infiammazione e favorisce la degradazione dei tessuti, in particolare delle cartilagini presenti nelle articolazioni. Recentemente è stato dimostrato che un disequilibrio di ROS e RNS è alla base di molte patologie articolari e svolge un ruolo importante in molte problematiche di tipo reumatico.

Risulta chiaro che agire su un singolo componente del processo infiammatorio, come fanno i FANS, non solo è incompleto ma addirittura può risultare pericoloso: nel tempo, infatti, può portare a gravi effetti collaterali, danni alle cartilagini, indebolimento dell’organismo e maggior rischio di insorgenza di malattie.

REGOLARE E SPEGNERE L’INFIAMMAZIONE IN MODO NATURALE: IL FITOCOMPLESSO

Per agire efficacemente, in modo completo e privo di effetti indesiderati è possibile ricorrere all’uso dei fitocomplessi. Il fitocomplesso è l’insieme dei componenti chimici presenti in una pianta, i quali tutti insieme le conferiscono specifiche proprietà terapeutiche. E’ costituito da diverse molecole con azione farmacologica che agiscono in sinergia con altre sostanze complementari e indispensabili per modularne l’assorbimento e gli effetti sull’organismo. A differenza delle sostanze pure, il fitocomplesso esercita un effetto terapeutico composito e globale: contenendo al suo interno molecole diverse, ha la capacità di interagire con più di un percorso metabolico contemporaneamente e questa azione simultanea su diversi target molecolare è efficace, sicura e permette all’organismo di evitare fenomeni di adattamento. Inoltre, utilizzato ai giusti dosaggi, non da effetti collaterali, anche quando viene utilizzato per lunghi periodi.

L’utilizzo contemporaneo di fitocomplessi provenienti da specie vegetali differenti permette di sfruttare la sinergia che nasce dalla presenza di più sostanze, massimizzando l’efficacia terapeutica delle piante e i benefici per l’organismo.

TRADIZIONE E TECNOLOGIA NEL TRATTAMENTO EFFICACE E NATURALE DELL’INFIAMMAZIONE

Tra gli attivi vegetali più utili in caso di dolore e infiammazione ci sono il Basilico santo e la Salvia officinale: gli estratti ottenuti da queste due piante, grazie all’elevata concentrazione di Acido rosmarinico e alle altre sostanze presenti nei loro fitocomplessi, agiscono contemporaneamente su tutti i meccanismi del processo infiammatorio: regolano la via dell’acido arachidonico agendo sulle ciclossigenasi con efficacia paragonabile a quella dei FANS ma senza effetti collaterali, modulano il sistema del complemento e, grazie alla loro potente azione antiossidante, sono in grado di spegnere le specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto, limitando la loro azione lesiva sui tessuti articolari e sulle cartilagini. Basilico santo e salvia officinale risultano preziosi alleati anche in caso di infiammazioni croniche osteoarticolari: studi scientifici hanno dimostrato che, grazie alla presenza dell’Acido rosmarinico, gli estratti di queste piante sono in grado di inibire l’azione della ialuronidasi, un enzima con azione lesiva nei confronti dei tessuti che riveste un ruolo importante nella degenerazione delle articolazioni. Inoltre, Basilico santo e Salvia officinale, agendo a livello della componente cellulare dell’infiammazione, si sono dimostrati utili anche in alcuni casi di artrite reumatoide dove hanno ridotto l’eccesso di cellule T attivate presenti a livello delle articolazioni.

Un’altra specie vegetale estremamente utile in caso di infiammazione è la Curcuma: il fitocomplesso della curcuma è ricca di curcuminoidi, sostanze ad azione antinfiammatoria e antiossidante capaci di agire su numerosi passaggi del processo antinfiammatorio. Ricerche scientifiche e studi clinici hanno dimostrato che i curcuminoidi sono in grado di ridurre l’infiammazione in caso di problematiche osteoarticolari, determinando una migliore mobilità delle articolazioni e la diminuzione del dolore, con efficacia comparabile a quella di alcuni farmaci antinfiammatori, grazie anche alla capacità di ridurre l’attività degli enzimi responsabili della degradazione dei tessuti dell’articolazione.

Sfortunatamente però i curcuminoidi hanno una particolare struttura chimica che ne rende difficile l’assorbimento per l’organismo e ne velocizza l’eliminazione. Negli anni sono state sviluppate diverse strategie chimiche per migliorare questi aspetti e rendere più efficace l’estratto di Curcuma. L’associazione dei curcuminoidi con altre sostanze, spesso non di origine naturale ma ottenute attraverso sintesi chimica, da un lato aggrava il lavoro dell’organismo che deve processare sostanze prive di valore terapeutico o nutritivo, e dall’altro sottrae spazio agli attivi all’interno della formulazione. Limitare la quantità di attivi all’interno della formulazione rende necessario assumere un quantitativo maggiore di prodotto per avere un dosaggio di attivi efficace e garantire l’azione salutistica e questo si traduce spesso in un numero elevato di capsule o compresse da assumere al giorno, rendendo più difficile alla persona seguire il trattamento in modo corretto per lungo periodo.

Nella scelta della Curcuma è, quindi, importante verificare che abbia un’elevata biodisponibilità ma che allo stesso tempo non presenti sofisticazioni chimiche.

Sono oggi disponibili estratti di curcuma associati alla polvere: la scelta di unire polvere ed estratto è vincente in quanto la polvere è la forma che meglio rispecchia la composizione naturale della radice di curcuma e svolge un’importante azione sinergica con i curcuminoidi presenti, all’interno dell’estratto, nella forma più facilmente assimilabile dall’organismo.

L’estratto ottenuto dalla resina della Boswelia serrata ha, invece, proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, conosciute fin dall’antichità. recenti studi scientifici hanno confermato come l’assunzione giornaliera e costante  delle sostanze presenti nel suo fitocomplesso abbia la capacità di ridurre il dolore, controllare l’azione di alcune molecole coinvolte nella risposta infiammatoria e proteggere il tessuto articolare, senza dare origine ad effetti collaterali. L’estratto di resina rappresenta un’alternativa sicura ai comuni FANS, soprattutto nelle patologie infiammatorie croniche come l’osteoartrite.

Infine l’Acido ialuronico ha un ruolo molto importante nel benessere di muscoli e articolazioni: garantisce, infatti, il giusto grado di idratazione, turgidità e plasticità ai tessuti, agisce come molecola anti-urto., protegge le cellule da danneggiamenti dovuti a stress fisici e all’interno della struttura articolare è un efficace lubrificante. Con l’età o in determinate condizioni il livello di acido ialuronico nelle articolazioni può diminuire, contribuendo così all’insorgenza di patologie o alla degenerazione dei tessuti. Studi clinici hanno dimostrato che l’integrazione orale di acido ialuronico ad alto peso molecolare favorisce la buona funzionalità delle articolazioni, allevia i sintomi dolorosi, protegge e migliora la funzionalità dell’apparato muscolo scheletrico.

Gli attivi descritti sono disponibili in ambito salutistico sia come componenti singoli sia come estratti e polveri associati tra loro, racchiusi all’interno di specifiche formulazioni ad elevate concentrazioni e pronte all’uso. Nella scelta della formulazione più adatta a ciascuno è importante scegliere una formulazione ricca di attivi con spiccata azione antinfiammatoria, che garantisca l’integrità dei fitocomplessi e che contenga funzionali vegetali facilmente assorbibili dall’organismo.

Nel trattamento delle problematiche infiammatorie un ruolo fondamentale viene svolto dall’alimentazione: per spegnere l’infiammazione è indispensabile eliminare gli alimenti pro-infiammazione e preferire invece i cibi ricchi di antiossidanti , tra i quali agrumi (sopratutto limoni e pompelmi), ciliegie, more, ribes, prugne, albicocche, aglio, cipolla, broccoli, bieta, carote. Utili sono anche gli alimenti antiinfiammatori come zenzero e curcuma, il cui effetto è potenziato se si consuma 1 cucchiaio di olio di lino al mattino prima di colazione. Infine via libera agli alimenti ricchi di zolfo e vitamina C come asparagi, cavolo, aglio, cipolla, porro, poiché promuovono la riparazione dei tessuti, in particolare quelli muscolari.

ALIMENTI DA ELIMINARE: CARNI, LATTE E DERIVATI

Il latte, unitamente a tutti i suoi derivati, è il maggiore responsabile di moltissime malattie infiammatorie, croniche e acute. A causa della sua composizione e dell’elevato contenuto di caseine, favorisce l’aumento della permeabilità ed il passaggio in circolo di particolari proteine che innescano nell’organismo la liberazione di mediatori infiammatori da parte delle cellule del sistema immunitario. Questo induce una risposta difensiva di tipo infiammatorio che nel tempo può portare a debolezza immunitaria. Numerose evidenze cliniche testimoniano come pazienti affetti da problematiche muscolo-scheletriche abbiano avuto un miglioramento dei sintomi in seguito all’adozione di dieta priva di latte. Di contro, la reintroduzione del latte causava il ripresentarsi della sintomatologia. Inoltre, sempre a causa della composizione chimica del latte, il calcio in esso contenuto non viene efficacemente assorbito dall’organismo: l’elevato contenuto di proteine e fosforo rendono il calcio poco disponibile, ne ostacolano la deposizione nelle ossa e ne promuovono l’accumulo a livello di altri tessuti molli, portando alla formazione di cristalli nelle articolazioni, calcoli ai reni e alla cistifellea.

Le carni, in particolare quelle rosse e i loro derivati, sono cibi ricchi di grassi saturi e acido arachidonico, sostanze che scatenano l’infiammazione. Gli zuccheri e i carboidrati raffinati possono accentuare i sintomi dell’infiammazione, poiché la loro digestione stimola il pancreas a produrre insulina, il cui eccesso determina un aumento della produzione di acido arachidonico. Infine, è stato recentemente dimostrato che anche il glutine può essere causa di sintomi di tipo infiammatorio.

Altri alimenti da eliminare sono i cibi industriali, per il loro contenuto di conservanti, additivi ed esaltatori di sapidità che recentemente sono stati riconosciuti come principali responsabili del dolore e dell’infiammazione delle articolazioni nelle persone con problematiche infiammatorie di tipo cronico, il caffè,gli alcolici, il sale raffinato e tutti gli alimenti a cui si è intolleranti o allergici.